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Dizionario ayurvedico

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AYURVEDA

Il metodo ayurvedico di promozione e cura della salute, è certamente il più antico. L’ ayurveda ideato e perfezionato dai rishi (antichi saggi) che, mossi a compassione dell’umanità, decisero di riscattarla dalle sofferenze. La traduzione letterale è “la scienza della vita” oppure “la durata della vita”. Questa disciplina è definita da Caraka “la scienza che descrive le condizioni di vita vantaggiose e svantaggiose, felici e infelici, i valori utili o dannosi per la vita, le differenti durate della vita e i caratteri della vita stessa”.

AYURVEDA MAHARISHI

Il grande merito di Maharishi Mahesh Yogi è stato quello di restituire al metodo ayurvedico completezza e dignità scientifica. L’Ayurveda Maharishi è la versione moderna di questa antichissima disciplina, sviluppata da Maharishi in collaborazione con i più autorevoli esperti viventi dell’ayurveda tradizionale. Tale rielaborazione, effettuata negli ultimi decenni , è oggi seguita da milioni di persone in tutto il mondo. Sempre più medici e operatori del benessere occidentali, i primi per la cura della persona, i secondi per la bellezza del corpo e il relax psico-fisico, frequentano le scuole, presenti in ogni continente, alcune delle quali sponsorizzate e finanziate dagli Stati stessi.

È universalmente riconosciuto che l’Ayurveda Marahishi esprime il livello più alto e conforme all’antica tradizione vedica per integrità delle sue formule, efficacia e completezza.

ABHYANGA

È forse il più apprezzato massaggio ayurvedico , praticato con particolarissimi oli verbalizzati. Esso è parte del Panchakarma che è l’insieme delle tecniche di purificazione del corpo previste dalla disciplina ayurvedica.

AGNI

Agni, ossia fuoco. L’ayurveda descrive la digestione rappresentandola come un processo di cottura che avviene a opera di una serie di fuochi, detti agni, situati nello stomaco e nei tessuti. Grazie a questi fuochi, gli alimenti vengono cotti e quindi assimilati dall’organismo. Nel processo di cottura i mahabuta (elementi) che provengono dall’ambiente esterno vengono trasformati nei mahabuta omologhi del corpo. Agni rappresenta la totalità degli enzimi digestivi e di quelli che regolano tutti i processi di trasformazione nei tessuti. Proprio per la sua natura di fuoco agni risulta essere collegato fortemente al Dosha Pitta. Nel metodo ayurvedico Agni deve sempre restare in piena efficienza perché una incompleta “cottura” degli alimenti ingeriti provoca la formazione di tossine estremamente nocive, chiamate Ama.

AMA

Ama sono tossine molto nocive che si producono nell’organismo a seguito dell’incompleta digestione degli alimenti ingeriti. Ama si depositano nei punti deboli e fragili della fisiologia umana e occludono i canali di circolazione provocando un pericoloso accumulo patologico dei Dosha.

ANUPANA

Anupana è il mezzo con cui viene assunta la medicina nel metodo ayurvedico . Esso facilita l’assorbimento della medicina potenziandone anche l’azione. L’acqua, lo zucchero, il miele, il latte e il ghi (burro chiarificato), sono da considerarsi fra i principali anupana.

ASANA

Questa parola fa riferimento sia alla posizione che al luogo in cui la persona si trova. Oggi, Asana fa riferimento ad una serie di posizioni e posture che fanno parte della pratica dello Yoga e, eseguite quotidianamente, aiutano a mantenere l’equilibrio tra mente e corpo

ATMA

E’ l’anima, il Sé più profondo, la pura coscienza.

BASTI

L’amministrazione rettale di sostanze ad azione riequilibrante sui tre dosha può essere di due tipi: Anuvasana, o oleoso, e Niruba, a base di decotti. I clisteri sono la parte più importante del panchakarma perché hanno un’azione diretta sulla sede di Vata, che è il “principe” dei Dosha.

BRAHMAN

Brahman, da non confondersi con Brahma che rappresenta il principio creativo, è quel livello fondamentale della creazione ove le differenze cessano di esistere e l’universo intero appare come un oceano di beatitudine, totalità unica e indifferenziata. Questo straordinario livello della realtà può venire percepito soltanto dai saggi auto realizzati che applicano il metodo ayurvedico.

CARAKA

È il più grande esponente antico dell’ayurveda, vissuto diverse migliaia di anni fa. Caraka fu autore dello straordinario trattato medico, il Caraka Samhita, che ancora oggi, a distanza di millenni, è l’indispensabile punto di riferimento per tutti i medici che applicano il metodo ayurvedico .

COSMESI AYURVEDICA

L’Ayurveda prescrive che tutto ciò che viene a contatto con la pelle deve essere completamente naturale. Ciò esclude quindi qualsiasi presenza chimica. Le piante, o parte di esse, miscelate con competenza e accuratezza, devono possedere le caratteristiche necessarie per affrontare con rispetto i dosha (pitta, vata, kapha) secondo il metodo ayurvedico . La cosmèsi ayurvedica professionale è associata a particolarissime e antiche forme di massaggio ayurvedico.

COSMESI AYURVEDICA MAHARISHI

È costituita da prodotti realizzati rispettando le antiche formule vediche in sinergia con le più moderne tecniche dermocosmetiche naturali. E con l’utilizzo di acqua purissima e vitale che sgorga da una sorgente di alta montagna. Nell’idea di Cosmèsi Ayurvedica Maharishi persino le profumazioni sono naturali e inserite nelle formule in base ai dosha, affinchè pure esse abbiano un’azione specifica sugli stessi. La raccolta delle centinaia di specie di piante officinali, previste dalle formulazioni vediche, viene fatta da esperti conoscitori nelle dense e incontaminate foreste dell’India centrale e dell’Himalaya. Ogni pianta deve essere raccolta con attenzione e cura al momento ideale, cioè quando esprime il suo massimo beneficio. La selezione delle piante è rigorosa e comporta l’eliminazione di una grande percentuale di raccolto che non corrisponde ai parametri qualitativi stabiliti. Il massimo livello di efficacia della Cosmèsi Ayurvedica Maharishi viene raggiunto quando le formule cosmetiche sono associate alle antiche metodologie di massaggio ayurvedico e, naturalmente, a operatori professionisti dell’estetica e del benessere in grado di sfruttarne appieno la potenza che questi prodotti sono in grado di esprimere. In Italia, la Cosmèsi Ayurvedica Maharishi, viene insegnata da “Accademia Vedica”, organizzatrice di corsi e seminari che insegnano questa disciplina di altissimo livello. Vedica Cosmetics è l’interprete ufficiale in Italia della Cosmèsi Ayurvedica Maharishi.

DEEPANA

È l’insieme delle preparazioni a base di erbe che stimolano il fuoco digestivo e producono appetito secondo il metodo ayurvedico.

DEHA

E’ il corpo. Il mezzo fisico attraverso il quale si manifesta l’atma.

DHARMA

Rappresenta l’agire dell’individuo secondo la legge universale; è intrinsesco all’esistenza dell’individuo.

DHATU

I sette tessuti da cui è costituito il corpo. Essi vengono costantemente formati a partire dalle sostanze nutrienti che compongono la dieta. Secondo il metodo ayurvedico , i dhatu si trasformano l’uno nell’altro secondo un preciso ordine sequenziale e rappresentano strutture dinamiche, sottoposte a un ricambio costante. Secondo la concezione moderna della fisiologia, invece, alcuni tessuti, come quelli osseo e nervoso, sono stabili o vengono ricambiati molto lentamente.

DINACHARYA

Dinacharya è la “routine giornaliera”, cioè l’insieme dei comportamenti e delle norme igieniche da seguire nei vari momenti della giornata.

DOSHA

Dosha significa “impurità”. I tre principi di controllo che governano tutte le funzioni della fisiologia. Essi operano nell’uomo così come pure nell’ambiente esterno. Quando i dosha sono in equilibrio promuovono salute e benessere, quando invece non lo sono si comportano come veleni causando malattie e malessere generale. I dosha sono tre: Vata, Pitta e Kapha. Tutte le strategie terapeutiche dell’ayurveda mirano a mantenere o a ricondurre i tre dosha in equilibrio fra loro.

GHEE

Il ghee è un particolare tipo di burro chiarificato. Esso viene preparato a partire dal burro con uno speciale procedimento di cottura e scrematura. È un rasayana e fa parte di numerose preparazioni medicinali. Viene comunemente usato anche nell’alimentazione di tutti i giorni.

GUNA

Guna = Qualità, cioè le proprietà o attributi delle sostanze fisiche presenti nel mondo materiale. Caraka e Sushuruta, due fra i massimi esponenti dell’ayurveda, considerano venti qualità, suddivise in due grandi gruppi di dieci opposti (caldo-freddo; leggero-pesante; morbido-ruvido; ecc.).

HRIDAYA

Il cuore. Il termine deriva dalle radici “Hra” (che prende), “Da” (che distribuisce, “Ya” (che si muove). Nell’ayurveda il cuore è considerato non semplicemente un muscolo, ma un organo senziente, sede della coscienza. Secondo alcuni autori l’organo chiamatohridaya può corrispondere al cervello o all’ippotalamo.

JALA

E’ l’acqua, uno dei cinque elementi (Bhuta). Insieme al fuoco (Tejas) costituisce il dosha Pitta.

KAPHA

Kapha è il più stabile fra i tre dosha. Esso corrisponde al principio della coesione e della conservazione. È responsabile dell’accrescimento corporeo e delle funzioni immunitarie. Le qualità principali di kapha sono pesantezza, freddezza, lentezza, stabilità e gusto dolce. Le cinque sub-unità di kapha, ciascuna delle quali adempie a specifiche funzioni, sono “avalambaka”, “kledaka”, “bodhaka”, “tarpaka”, “sleshaka”.

KARMA

Si tratta di un concetto complesso secondo il quale ogni azione compiuta dall’indivudio porta con se delle conseguenze che l’individuo agente si troverà invevitabilmente a dover affrontare. In Ayurveda questo concetto assume particolare importanza quando si prende in considerazione il fenomeno della reincarnazione.

MALA

I prodotti di scarto della fisiologia, che devono essere eliminati regolarmente per le vie naturali. I principali mala sono le feci, l’urina e il sudore. Dall’esame del mala si possono trarre indicazioni utili sulle condizioni di salute del paziente.

MEDITAZIONE TRASCENDENTALE (MT)

È il sistema di meditazione derivante dall’antica tradizione vedica e divulgato in occidente da Maharishi Mahesh Yogi. La MT rappresenta certamente la tecnica di meditazione più diffusa e studiata al mondo. La sua caratteristica principale è che può essere praticata da chiunque perché è facile da apprendere, naturale e senza sforzo. Centinaia di serie ricerche scientifiche hanno confermato la sua grande validità come metodo per promuovere la salute fisica e mentale

NASYA

Terapia che consiste nell’instillazione per via nasale di oli e altre sostanze medicamentose. Particolarmente indicata per i disturbi della testa e delle parti alte del corpo.

NADI VIGYAN

Letteralmente “la scienza del polso”, nadi vigyan (un suo sinonimo è nadi pariksha, diagnosi del polso) è una speciale tecnica diagnostica che consente al medico ayurvedico di conoscere lo stato dei tre dosha nella fisiologia del paziente mediante l’esame del polso radiale. Questa procedura ha un valore grandissimo nel campo della medicina preventiva, perché permette di scoprire squilibri in fase iniziale.

OJAS

Il principio della vitalità del corpo, che conferisce all’individuo forza e lustro. Ojas è il valore più sottile della fisiologia e rappresenta l’assenza dei sette dhatu (tessuti di cui è formato il corpo). Obiettivo principale di tutte le strategie preventive e terapeutiche dell’ayurveda Maharishi è la conservazione di ojas, perché la sua diminuzione si associa alla decadenza del corpo.

PANCHAMAHABUTA

Letteralmente, “le cinque forma primarie”. I cinque elementi fondamentali che costituiscono i blocchi di costruzione dell’intera creazione. Combinandosi variamente fra di loro, essi danno forma agli oggetti animati e inanimati che popolano l’universo. I panchamahabuta sono: prithvi (terra), jala o apa (acqua), tejas (fuoco), vaju (aria), akasha (spazio).

PACHANA

Tutte quelle piante e quelle preparazioni a base di piante che aumentano l’efficienza della digestione e aiutano a eliminare le tossine derivanti da una imperfetta digestione degli alimenti. Un esempio di pianta con proprietà pachana è lo zenzero.

PADA

Significa piedi. Infatti, padaabhyanga è il massaggio ai piedi

PANCHAKARMA

Letteralmente, “le cinque procedure”. È l’insieme delle terapie di purificazione prescritte dall’ayurveda per ringiovanire e mantenere efficiente la fisiologia. Mediante il panchakarma eliminare dal corpo i dosha in eccesso, prevenendo e curando così le malattie, ma anche migliorando il proprio aspetto.

PITTA

È il dosha responsabile della produzione di calore ed energia nel corpo. Presiede a tutte le funzioni digestive e metaboliche. Le sue qualità principali sono calore, acutezza, fluidità, gusto piccante e acido. Le cinque sub-unità di pitta sono pachaka, ranjaka, brajaka, alochaka, sadhaka.

PRABHAVA

È l’azione specifica di una sostanza, per esempio l’effetto lassativo di haritaki, che non può essere predetta sulla base dello studio del rasa e dei guna della sostanza stessa.

PRAGYAPARADH

Letteralmente “errore dell’intelletto”. La perdita delle capacità discriminative dell’intelletto è considerata dall’ayurveda come il principale fattore patogenetico nella maggior parte delle malattie. Secondo la scienza vedica tutti i valori contrastanti della vita possono essere riconciliati in quanto alla loro base esiste un campo sottostante di unità. Quando l’intelletto cessa di riconoscere questo valore unitario e perde di vista l’area fondamentale della vita, allora rimane intrappolato nelle diversità e si indebolisce. Pensieri, parole e azioni divengono disarmonici e l’individuo cade preda di ogni sorta di malattie. L’errore dell’intelletto può venire corretto mediante l’esperienza diretta e piena dello stato di unità. L’esperienza della coscienza trascendentale durante la pratica della MT rimuove alla base l’errore dell’intelletto, perché consente all’individuo di identificarsi con il campo unificato alla sorgente della creazione.

PRAKRITI

Letteralmente, “natura”. È un termine usato per indicare la costituzione psicofisica dell’individuo. L’ayurveda fa uso di un sistema di classificazione degli individui in differenti tipi costituzionali, basato sulla predominanza dell’uno o dell’altro dosha nella fiisiologia. Questo sistema contempla dieci diversi tipi costituzionali. La conoscenza della propria costituzione psicofisica è utile perché consente di effettuare delle terapie mirate.

PRANA

E’ il soffio dell’energia vitale che governa le funzioni sottili dell’organismo.

RAGA

E’ la particolare struttura musicale della musica classica indiana. La composizione del Raga è soggetta a numerose variabili tra cui l’ora del giorno, la stagione e lo stato d’animo di chi l’ascolta. Si sviluppano in scale ascendenti e in scale discendenti che vengono sapientemente combinate secondo le variabili sopramenzionate.

RAJAS

Il dosha mentale responsabile di emozioni indesiderabili quali collera, gelosia, ira, invidia. Rajas infiamma la mente e la colora delle tinte della passione. Quando è sopraffatta da rajas, la mente smarrisce la capacità di discriminazione e l’equanimità.

RASA

Letteralmente, “linfa”. È un termine ayurvedico che ha più significati. Rasa è il primo tessuto formato dal cibo ingerito, ma indica anche il gusto di una sostanza, che può essere di sei tipi: dolce, acido, salato, piccante, amaro e astringente.

RASAYANA

“Ciò che sostiene il flusso della vita”. Una speciale classe di preparazioni ayurvediche dall’effetto tonico e ringiovanente. Le formule dei rasayana, alcune delle quali molto elaborate, sono state concepite dagli stessi antichi saggi che dettero vita all’ayurveda. La ricerca moderna ha confermato appieno e più volte la validità di quelle formule. Il termine rasayana indica anche tutte quelle misure comportamentali che promuovono la salute e la longevità.

RISHI

Gli antichi saggi che formularono i principi dell’ayurveda. I rishi erano individui che sperimentarono gli stati più avanzati di coscienza. Il loro sistema nervoso era talmente puro e raffinato da consentire a essi di comprendere il funzionamento delle leggi più sottili della natura.

RITUCHARYA

L’insieme delle norme igieniche e dietetiche e delle misure di purificazione da adottare nei differenti periodi dell’anno.

SAMANA

E’ uno dei cinque prana ed è collegato direttamente con la funzione digestiva e di assorbimenti dei nutrienti.

SAMANYA VISHESHA SIDDHANTA

La legge di similarità e dissimilarità. Essa costituisce uno dei cardini della dottrina ayurvedica. Secondo questo principio i valori presenti nel corpo sono accresciuti dai valori omologhi dell’ambiente esterno, mentre vengono ridotti dai valori opposti. La legge di similarità e dissimilarità riveste una grande importanza in terapia.

SATTVA

È la condizione di purezza della mente che si è emancipata dalle influenze negative di rajas e tamas. Nello stato di sattva la mente esibisce le sue migliori qualità, come memoria, comprensione, sincerità, coraggio, tendenza al perdono.

SHANTI

Significa pace, calma interiore.

SHIRODARA

È la procedura che consiste nel far cadere un flusso di olio medicato sulla fronte del paziente per indurre uno stato di profondo rilassamento. Talvolta invece dell’olio vengono usati latte o decotti di erbe.

SHEHANA

Letteralmente, “oliazione”. La somministrazione per via interna di sostanze grasse e l’applicazione sulla cute di oli verbalizzati. È una terapia impiegata nel panchakarma per liquefare i dosha e consentire la loro più facile eliminazione. Tra i grassi più comunemente impiegati vanno menzionati il ghi e l’olio di sesamo, variamente preparati con erbe e succhi di piante.

SROTA

I canali del corpo, che veicolano le sostanze nutritive e consentono la comunicazione tra i diversi distretti del corpo. Gli srota comprendono canali di varia forma e dimensione, come il tubo gastrointestinale, la trachea, i vasi sanguigni e i pori della membrana cellulare. L’ostruzione degli srota determina l’accumulo dei dosha e la comparsa delle malattie.

STHANA

La sede fisiologica principale dei tre dosha all’interno del corpo (il torace e lo stomaco per kapha, il piccolo intestino per pitta e il grosso intestino per vata).

SURYA

E’ il sole. Il saluto al sole (Surya Namaskara) fa parte delle posizioni Asana che andrebbero eseguite ogni mattina al sorgere del sole per preparare la mente e il corpo ad affrontare gli stress della giornata.

SUSHRUTA

Uno dei massimi esponenti dell’ayurveda, compilatore del Sushruta Samhita, un trattato medico nel quale viene descritta in dettaglio la tecnica per eseguire oltre cento interventi chirurgici, alcuni dei quali molto elaborati e complessi. Sushruta può essere considerato il padre della moderna chirurgia. I suoi scritti documentano l’altissimo livello di perfezione cui era giunta anticamente la medicina ayurvedica.

SWASTHA

Letteralmente, “stabilizzato da se”. Swastha è lo stato di salute perfetta, il cui raggiungimento è l’obiettivo primario dell’ayurveda Maharishi.

SWEDANA

Letteralmente, “fomentazione”. Procedura basata sull’applicazione generalizzata o locale di calore secco o umido. Il calore dilata gli srota e consente la mobilizzazione delle impurità che devono essere eliminate.

TAMAS

Il dosha mentale che oscura le qualità positive della mente e causa stagnazione nella vita dell’individuo. Tamas è responsabile di attaccamento, pigrizia, codardia, mancanza di comprensione e falsità. Tamas rappresenta il principio frenante che rallenta la crescita spirituale.

VATA

Il più nobile dei tre dosha. Corrisponde al principio del movimento. Presiede alle funzioni del sistema nervoso e degli apparati escretori, ed è responsabile della circolazione del sangue. In generale, controlla e attiva tutte le funzioni fisiologiche. Le qualità principali di vata sono leggerezza, freddezza, mobilità, irregolarità, ruvidità, secchezza e durezza. Le cinque sub-unità di vata sono: prana, udana, samana, vyana e apana.

VAIDYA

Letteralmente, “uomo di conoscenza”. È un titolo attribuito al medico che pratica l’ayurveda. In India esistono attualmente più di cento facoltà universitarie dove è possibile ottenere la laurea in medicina ayurvedica frequentando un corso della durata di cinque anni.

VEDA

Letteralmente “scienza” o “conoscenza”. Il veda costituisce la più antica e completa documentazione del sapere umano. Esso offre la conoscenza dell’intero campo della creazione con le sue leggi. La definizione più accurata del veda sembra essere quella data da Maharishi Mahesh Yogi: <> (da una lettura di Maharishi Mahesh Yogi sulla scienza vedica).

VIKRITI

Condizione patologica in cui uno o più dosha sono in squilibrio da lungo tempo. In questa situazione la costellazione dei dosha presenti nella fisiologia si altera e la costituzione psicofisica (prakriti) si modifica in modo innaturale. Ad esempio, un individuo con costituzione kapha, che tenderebbe per sua natura a dormire a lungo, può, in seguito a uno squilibrio cronico di vata, diventare tendenzialmente insonne. Questa modificazione innaturale del carattere può venire corretta solo riportando in equilibrio il dosha in eccesso (in questo caso vata).

VIPAKA

Quando una sostanza, sia essa cibo o medicina, viene digerita, il suo gusto (rasa)subisce delle modificazioni a opera degli enzimi digestivi. Il gusto che emerge al termine della digestione è detto vipaka o gusto post-digestivo. La conoscenza del vipla consente di comprendere meglio gli effetti esercitati da una data sostanza sul corpo. Ad esempio, lo zenzero possiede un rasa piccante e il suo consumo dovrebbe di conseguenza accrescere pitta. Tuttavia, durante la digestione il rasa dello zenzero si modifica e dà origine a un vipla dolce. Per questo motivo, se preso in quantità moderate, lo zenzero non accresce pitta. In genere il vipla è di tre tipi: dolce, acido e piccante.

VIRECHANA

La terapia purgativa, che costituisce uno degli aspetti più importanti del panchakarma. Questa terapia deve essere preceduta da un’adeguata oliazione e fomentazione.

VIRYA

La potenza di una medicina, che può essere di due tipi: calda o fredda. Le sostanze con potenza fredda hanno di solito gusto dolce ed esercitano un’azione anabolica e ringiovanente. Le sostanze con potenza calda hanno di solito gusto acido o piccante ed esercitano un’azione catabolica. La potenza di una sostanza non può essere percepita con i sensi, ma va inferita dagli effetti che la sostanza stessa esercita sul corpo. La conoscenza del virya è molto importante in terapia: ad esempio, l’acqua bollita, pur essendo calda, ha una potenza fredda e per questo viene somministrata utilmente agli individui sofferenti di febbre.

YOGA

Letteralmente, “unione”. Quel peculiare stato di coscienza nel quale la consapevolezza trascende i valori diversificati dell’area relativa della vita e sperimenta soggettivamente il campo unificato, sorgente di tutte le leggi di natura. In questo stato soggetto e oggetto cessano di essere separati e si fondono in un valore unitario, che è pura beatitudine. Questo stato può essere ottenuto mediante la riduzione dell’attività mentale durante la pratica della Meditazione Trascendentale (MT). Il termine yoga è usato anche per indicare un sistema di conoscenze e tecniche pratiche, che consentono all’individuo di sperimentare direttamente lo stato di yoga.